CHI LA FA LASPETTIMimmo e Momo avevano deciso di scappare in America. E volevano scappare, non dopo aver letto libri di avventure, ma perch loro due, che fino dalla nascita si erano sempre azzuffati, in un punto solo si trovavano daccordo: nellodio per i libri.Figli di contadini arricchiti, erano stati mandati a scuola e dovevano diventare dottori, oppure, e questo il pi, veterinari o chimici. La faccenda and benissimo finch si tratt delle scuole elementari. Cera da divertirsi: poich i due bambini vivevano in piena campagna, in una grande casa colonica, e per andare a scuola dovevano percorrere una lunga strada, fra due larghi fossi dacqua corrente che parevano fiumi. Vigne e campi e alberi, da una parte e dallaltra; nidi, rane, uccelli, e animaletti di tutte le specie. E poi i compagni, e gli avversari del paese vicino: e losteria a met strada dove si trovava di tutto; caramelle, fichi secchi, sucaroi (castagne secche), grissini, un bel fuoco dinverno e il gelatino destate.Questa strada era dunque la stessa strada del paradiso terrestre. Spesso le borse coi libri istupiditi dal gelo o dal sole, si trovavano a giacere fra lerba come cadaveri di borse ammazzate.Dinverno, pare impossibile, il divertimento era maggiore: ci si fermava ad aspettare che il caladon, la primitiva macchina spazzaneve, coi suoi otto buoi fumanti, tracciasse un sentiero sulla strada coperta di neve; e quando il lavoro era iniziato, i bambini si attaccavano dietro al pesante triangolo tutto brillante di catene di ferro, illudendosi di esser loro a spingere in avanti la macchina. Poi venne lera delle biciclette. Momo e Mimmo ne ebbero due eguali, da ottocento lire luna; i genitori non badavano a spese, purch i loro figli diventassero dottori o, speriamo, veterinari o chimici.Ma il bel tempo adesso era finito. Imparato a memoria lalbero a cui tendevi la pargoletta mano, bisognava pensare al latino. E Mimmo e Momo dovevano filare in collegio. Fosse stato un grande collegio, in una grande citt come Londra o Roma, o almeno come Parma. No, si trattava del collegio di Casalmaggiore, dalle cui finestre si vedono i contadini che vanno alla fiera, e in lontananza i campi coltivati dai genitori e la strada del paradiso oramai perduto.Per questo, i due fratelli avevano deciso di scappare in America.Essi volevano fare i contadini, come i loro padri, come i loro avi e gli avi degli avi fino al signor Adamo, quello che appunto era stato scacciato dal paradiso terrestre e sera poi guadagnato il pane quotidiano col sudore della sua fatica. Noi venderemo le biciclette, al meccanico che sta di fronte al Collegio: poi prenderemo il treno e via disse Mimmo; e tir dalla piccola bocca rossa un bel fischio che parve una stella filante sul cielo notturno di agosto.Momo era pi piccolo ma pi pratico. Fu lui che pens al cestino con le provviste, e alle prime spese del viaggio.Qui si deve sapere che nella casa dei contadini cera di tutto; certe cose, per, poich lolivo, la pianta del caff, quella del cotone e del ricino, non allignavano nei campi intorno, e le saline e i zuccherifici e le miniere di petrolio distavano alquanto, certe cose, dunque, bisognava comprarle in paese. I due ragazzetti, poich le donne non uscivano mai di casa e gli uomini erano occupati nei campi, se ne incaricavano loro; Momo specialmente che era bravissimo a tirare il prezzo e scrupoloso anche del centesimo.Dal manubrio della sua bicicletta pendeva sempre un cestino che partiva vuoto di casa e tornava pieno. Spesso si comprava anche il pane, poich quello fatto in casa era troppo duro per i denti degli ospiti: e ospiti in casa non ne mancavano mai.Ora, un giorno, la nonna dei due ragazzi, che era una donna molto tirata, e spesso alla notte non dormiva, preoccupata per il caro-viveri sempre crescente, prov un forte male al cuore perch Momo le fece sapere che il prezzo del pane era aumentato. Nientemeno che di dieci soldi al chilo, era aumentato. E pure il sale costava il doppio di prima. Se si comincia cos, Dio sa dove si va finire. Il pane? Il sale? Ma allora tutto il resto aumenter terribilmente. Proprio cos, nonna, proprio cos. Avevi ragione tu, ieri, nonna disse Momo il giorno dopo, pensieroso e preoccupato. Tutto aumentato: il caff, lo zucchero, il petrolio, i lucignoli; persino i chiodi: vedi, costano adesso due soldi luno. I pi piccoli, eh? Dio, Dio, dove si andr a finire? Verr certo la rivoluzione. Speriamo di no, nonna, perch i primi a soffrirne saremo noi. Pensa, se vengono qui, i rivoluzionari, ci portano via le vacche e il maiale. Ci pensi?La nonna allora si rassegnava. Meglio pagar caro il sale che rimetterci il patrimonio. E sborsava i soldi sospirando. Sai, Mimmo, disse Momo al fratello, quando si tratt sul serio di fuggire, ho messo da parte quasi novanta lire, in questi ultimi giorni, con la cresta fatta sulla spesa.Poich, voi lavete indovinato, questo rincrudimento del caro-viveri, dipendeva unicamente da lui.Venne il gran giorno. I due fratelli avevano gi combinato la vendita delle biciclette, e portato nel pagliaio una vecchia valigia con biancheria, scarpe, un salame, due grosse pere, un piatto di metallo da vendersi in America, il lucido per le scarpe, filo, aghi, forbici. Di tutto si erano provveduti, lasciando a casa intatti i libri e i quaderni di scuola.Li odiavano talmente, i libri, che non pensavano neppure a consultare lorario delle ferrovie; tanto nelle stazioni si sa tutto, e domandando quale strada si deve prendere, si arriva anche al Polo Nord.Per non commuoversi e non tradirsi, essi decisero di partire senza salutare nessuno: solo al cane, che, forse accorgendosi delle loro intenzioni, li segu sulla strada, fecero un segno di addio. E fu tutto.Il meccanico, col quale si era gi stabilita la vendita delle biciclette, li aspettava sulla porta del suo negozio, accanto alla vetrina piena di oggetti luccicanti e misteriosi.Era un uomo alto quanto la sua porta, con due lunghissimi baffi rossi che ai ragazzi studiosi del Collegio ricordavano la calata dei barbari in Italia col re Alboino e i relativi feroci longobardi, i baffi dei quali dovevano essere cos. Il meccanico, al contrario, era un bonaccione, uomo di coscienza, incapace di far male a una mosca. Tanto vero che sul prezzo delle biciclette, da lui stesso un anno prima vendute, non aveva speculato di un centesimo. I due fratelli, gi esperti negli affari, ne domandavano settecento cinquanta lire per ciascuna, e settecento cinquanta lire per ciascuna il meccanico era disposto a sborsare.Quando i due agili cavallini di metallo furono appoggiati uno dietro laltro alla parete del negozio, il meccanico apr il cassetto del suo banco e vi guard dentro profondamente.Il cuore dei due mascalzoncelli batteva di gioia: la mano sudicia di Momo gi si tendeva per prendere i denari. Ma ragazzi, disse il meccanico, con la sua bella voce baritonale, non sarebbe meglio che i denari li prendesse vostro padre? Dopo tutto lui che ha comprato le biciclette. Tanto pi che io sono qui presente, disse il padre dei ragazzi, saltando fuori dal retrobottega come il diavolo dalla scatola.Qui bisogna spiegare quello che voi avete gi capito: il meccanico aveva avvertito il disgraziato padre delle perverse intenzioni dei ragazzi: e il padre, senza affaticarsi a dar loro lezioni con o senza fiocchi, li prese uno per mano e li condusse al Collegio. Non cera che da attraversare la strada.La valigia rimase in deposito dal meccanico.Quando furono nel Collegio i due avventurieri piansero, di rabbia sintende, poi, appena furono soli ricominciarono a litigare e a bastonarsi.Pianse anche la madre, quando seppe della loro ingratitudine; pianse anche la nonna. Ma il giorno dopo ella si consol nel constatare che il prezzo del pane e degli altri viveri diminuiva in modo impressionante.